La quarta missione, più che mai, ci ha fatto gioire e soffrire, ma torniamo soddisfatti, con il cuore sempre più
colmo di emozioni, e soprattutto felici di aver continuato il progetto nonostante le mille difficoltà ed il rischio di
un'imminente guerra civile.
Già dalle prime settimane di permanenza in Costa d'Avorio, a causa delle tensioni politiche che sono seguite alle
elezioni presidenziali del mese di novembre, si è prospettata una situazione molto complicata, tesa e delicata, che ha
messo a rischio l'intera missione e ci ha fatto temere per la buona riuscita del progetto. A causa della sete di potere e
degli interessi internazionali, purtroppo, per la Costa d'Avorio è iniziato un nuovo periodo di crisi. Dopo una guerra civile
durata quasi dieci anni, il paese si stava pian piano risollevando, lasciando alle spalle quel bruttissimo ricordo. Ma i
risultati delle elezioni hanno nuovamente interrotto il cammino verso la pace. Per giorni e giorni le frontiere sono state
chiuse Tutto ciò ha frenato l'economia ed ha causato aumenti generali dei prezzi, creandoci difficoltà sia nel reperire i
materiali per i lavori che acquistarli a prezzi sostenibili. L'Ambasciata italiana ad Abidjan ci contattava spesso invitandoci
continuamente a rientrare. Abbiamo temuto per il progetto ma nonostante tutto ce l'abbiamo fatta .Tra tante difficoltà e
continui imprevisti siamo riusciti a completare altri due alloggi per gli insegnanti della scuola, e ad acquistare il terreno
su cui abbiamo iniziato la costruzione della Casa del Missionario, riuscendo a terminare per intero fondamenta e mura
portanti. La scuola è stata già l'anno scorso formalmente riconosciuta dallo Stato, tant'è che quest'anno è già stato
inviato il primo insegnante dipendente e retribuito dal Governo, che vive con l'intera famiglia in uno degli alloggi da noi
costruiti nel villaggio Scerie.
L'Associazione sta invece continuando, come gli scorsi anni, a retribuire le altre due maestre di sostegno, in parte
con i fondi dell'Associazione stessa ed in parte con quelli del fondo cassa creato con le quote di iscrizione dei bambini.
Dal prossimo anno in tutte le classi della scuola ci saranno insegnanti ministeriali, dipendenti e retribuiti dallo Stato.
Purtroppo, però, al di là della sempre maggiore crescita del nostro progetto, che ci dà forza e speranza, quello
che più ci angoscia e ci preoccupa è il futuro di tanta povera gente che ha già sofferto abbastanza per le troppe guerre
passate.
Ma noi, con la speranza che si apra un cammino di pace per quel popolo sfortunato, continueremo i nostri
progetti nelle missioni future, senza mai rinunciare a sognare ed a lottare per un mondo migliore, perché questo è il
nostro credo: certi - come siamo - che ogni sogno che vale la pena di avere è un sogno per cui vale la pena combattere.
"Sogna e sarai libero nello spirito, lotta e sarai libero nella vita" (Ernesto Che Guevara).
Grazie a tutti.
Antonio Oppedisano
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